Home Rassegna stampa Da Repubblica del 8 maggio 2014. Recensione di Psyco mappe.
Da Repubblica del 8 maggio 2014. Recensione di Psyco mappe.

 PSYCOMAPPE. ORRORE E BELLEZZA IN DODICI ITINERARI.

Nel libro di Luca Steffenoni e Manuela Alessandra Filippi il ritratto di una Milano inedita, dagli amori impossibili di Stendhal al mitra di Lutring.                      

di Fiorella Fumagalli

 

 

Dalla monaca di Monza, nata a Palazzo Marino, agli amori impossibili dello scrittore francese Stendhal, che adorava i cortili dei palazzi milanesi. Dal Boggia, mostro ottocentesco di vicolo Bagnera, al solista del mitra Luciano Lutring. 

 

Le passeggiate guidate di Città nascosta, associazione attiva nella scoperta di tesori d’arte e cultura, puntano anche ai lati oscuri di Milano, alla ricerca della sua anima vera, e sono ora raccolte da Luca Steffenoni e Manuela Alessandra Filippi, nel libro Psyco  Mappe. Due viandanti persi tra arte e delitti milanesi. Pubblicato in versione cartacea e digitale da Adagio, sarà presentato dai due autori martedì 13 maggio all’enoteca N’Ombra de vin di via San Marco.

 

Criminologo lui, scrittore di delitti e misteri, soprannominato Psyco, da lei che è storica dell’arte, fondatrice di Città Nascosta, dama d’Argento degli amici del Museo Poldi Pezzoli.

Un milanese incallito e una globtrotter (nata a Bruxelles con solide radici a Torino e a Roma) che lo sfida a un duello a colpi di storie surreali, pescate da lui nel torbido notturno, da lei nella bellezza solare di arte e architettura, alleggerita dal gossip d’antan.

 

Così, in una dozzina di itinerari che si svolgono entro la cerchia dei Navigli, prendono vita scenari di delitti d’onore ed di finanza come quelli del conte Giuseppe Prina, ministro napoleonico defenestrato da casa sua a furor di popolo, o della giovane freddata dal marito, tenete d’artiglieria, proprio davanti alla Scala, che alla base di una colonna racchiude ancora un proiettile calibro 9 sparato dalla Browning d’ordinanza. Ma anche le pietre mistiche dei Celti e pozzi sacri, le leggende del Biscione e le 3700 meraviglie collezionate in via dell’Ambrosiana da Emilio Mangini, autore di commedie in milanese andate in scena al Gerolamo. E parchi privati più vasti di quelli pubblici, nel cinquecento celati da muri all’occhio rapace degli esattori, oggi fatti aprire per i visitatori che non ne sospettavano l’esistenza.